FRANCESCA SPAZIANI TESTA Mancini aspetta, il Lione non molla. In mezzo la Roma, che in più di un'occasione si è detta intenzionata a rinnovare il contratto del brasiliano in scadenza il 30 giugno 2009. Un primo incontro a luglio: presenti il direttore sportivo Pradè, il procuratore di Amantino, Veloz, e lo stesso giocatore. La firma, allora, sembrava cosa fatta: accordo fino al 30 giugno 2012, aumento dell'ingaggio dall'attuale milione e 400mila euro a 2.5 milioni più premi l'anno. «Ci rivedremo ad ottobre», dirà più tardi Veloz. E all'agente farà eco Pradè, a metà settembre: «Ho parlato con il procuratore di Amantino, ho visto segnali di apertura. Affronteremo la questione all'inizio di ottobre, in completa serenità». Il periodo scelto da entrambe le parti è questo, è adesso. In agenda, però, non ci sono appuntamenti. Nessun incontro programmato, nessuna chiacchierata informale. E, sembra, nessun contatto. Gilmar Veloz è in vacanza, nel suo Brasile. Aspetta una chiamata dalla Roma, per evitare viaggi a vuoto. Pubblicamente ripete da mesi che la volontà del suo assistito è quella di restare nella Capitale, perché «qui si trova benissimo». Dice che «sì, Mancini piace alle grandi, ma le voci sul trasferimento non ci riguardano». «Roma è come una seconda casa», aggiunge il diretto interessato. Eppure, oggi, il rinnovo del contratto non è cosa fatta e la partenza del brasiliano, anche a gennaio, non è da escludere. In prima linea c'è ancora il Lione, orfano di Malouda. Il club pluricampione di Francia ha già pronto per Mancini un quadriennale (con opzione per il quinto anno) da 4 milioni netti a stagione più premi (circa 300mila euro). E il presidente Aulas, che già aveva tentato di portar via Amantino a fine agosto, è ancora intenzionato a chiudere l'affare. Anzi, è disposto a tutto pur di assicurarsi il cartellino del giocatore. Lo vuole già a gennaio, a qualsiasi costo. Il Lione, in fondo, non se la passa benissimo e cerca rinforzi. In Ligue 1 Juninho e compagni sono primi a pari merito con il Nancy, che però deve recuperare una partita. In Champions, invece, è crollo totale: 0-3 col Barcellona all'esordio, 0-3 con i Rangers di Glasgow martedì scorso. Mancini, insomma, farebbe comodo. E se la Roma non dovesse trovare l'accordo con il giocatore entro la fine dell'anno rischierebbe non solo di perderlo, ma di lasciarlo partire per una cifra irrisoria: possibile, infatti, che Mancini sfrutti la clausola Fifa per svincolarsi a un prezzo stabilito. In casa giallorossa, poi, a una partenza dovrebbe corrispondere un arrivo, in ossequio al principio spallettiano dei due giocatori per ruolo. Ecco allora spuntare di nuovo il nome di Totò Di Natale (costretto in queste ore ad affrontare il dolore per la perdita della mamma). «Di fronte a un'offerta di molti milioni Pozzo potrebbe cederlo», aveva detto un mese fa Carpeggiani, procuratore dell'attaccante dell'Udinese. Ma era prima della Nazionale, prima dei gol impossibili. Cose che si pagano.
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Se potete, andate allo stadio giovedì sera per sostenere la Roma contro l'Udinese. C'è una finale di Coppa Italia da conquistare. Sandro, Erre 2
Se si aderisce ad un'eventuale azionarato popolare per arrivare al 10-15 % del capitale di una società, a che serve? Resterebbero comunque i Sensi al comando. David Rossi, Rete Sport
Sono molto scettico su un eventuale azionariato popolare per la Roma. Dario Bersani, Rete Sport
L'avversario più forte mai affrontato in carriera? Gabriel Omar Batistuta. Gimmy Maini, Tele Radio Stereo
Julio Cesar Clement Baptista, nell'ultima partita col Siena, ha dimostrato più di una volta di essere un corpo estraneo alla Roma. Ranieri, in conferenza stampa, ha preso le distanze anche da Cicinho, sostenendo che preferisce giocatori di peso in difesa. Max Leggeri, Tele Radio Stereo
Ho trovato di scarso gusto dire che con questa presidenza rimarrà sempre De Rossi. È come dire che si è stati bravi a tenere a Roma Baptista e Cicinho. Stefano Petrucci, Tele Radio Stereo
Io sono scettico sull'azionariato popolare. Non per le personalità coinvolte, ma perché in Italia non siamo ancora pronti a questo genere di operazioni. Federico Nisii, Rete Sport
Sento che già sarebbero partite le trattative per il prolungamento di Ranieri fino al 2014. Io, sinceramente, penso che sia ancora troppo prematuro. Patrick Vom Bruck, Centro Suono Sport
Ha ragione Mourinho. La formula di questa Coppa Italia è davvero strana. È come giocare il primo tempo di una partita e poi tornare a casa per l'intervallo. Flavio Grasselli, Centro Suono Sport
LA ROMA IN BORSA
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