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Antonello Colonna

lo chef "Romanista"

www.antonellocolonna.it


Non capisco di cosa si parla

Mercoledì 22 Maggio 2013

STEFANO ROMITA

Razzisti mai. Non lo siamo mai stati e mai lo saremo. Il razzismo non è nel nostro Dna. E non potrebbe entrarci neanche con i calci di Totti. Roma e la Roma non conoscono proprio i confini tra razze, culture, colore della pelle, sesso e religioni. Abbiamo conquistato il mondo, anche se tanto tempo fa, e abbiamo visto, conosciuto, e regnato su tanta gente. Siamo stati abituati fin dalla nascita della città ai grandi lottatori neri del Colosseo, ai grandi pugili e agli atleti di ogni nazionalità. Farci passare per quelli che non siamo è grave, e merita grandi risposte e mobilitazioni forti. Oltre ai comunicati. Eravamo per l’omosessualità e per l’amore di gruppo quando gli altri abitanti del pianeta cercavano ancora di accendere il fuoco, figuriamoci se ci si può accusare di provincialismi e piccinerie meschine come il razzismo.


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Capradossi: «Il razzismo non è cosa romanista» PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Giovedì 16 Maggio 2013 08:22

PIETRO ANDREA COLETTI

Un calcio al razzismo e un gol storico. Elio Capradossi, difensore nero degli Allievi Nazionali della Roma e dell’Italia Under 17, è la miglior risposta giallorossa che si poteva dare alle ombre di razzismo che hanno oscurato Roma e la Roma dopo gli ululati di Milano. Il suo gol al 24’ del secondo tempo nella semifinale contro la Slovacchia ha portato l’Italia alla finale del Campionato Europeo di categoria. Un risultato storico. E Capradossi è il primo giocatore di colore della Roma ad entrare nella storia della nazionale italiana. «Un’emozione unica. Un sogno che si avvera - ha detto Elio a Il Romanista subito dopo la vittoria sulla Slovacchia -. Ora vinciamo la finale e portiamo in Italia la coppa». Nato in Uganda, a soli due anni si è trasferito a Roma. Il papà lo voleva rugbista ma il sogno di Elio è, ed è sempre stato, quello «di esordire in Serie A con la maglia giallorossa».

Ultimo aggiornamento Giovedì 16 Maggio 2013 08:52
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Tecnico? Vedi il Napoli e poi sai PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Giovedì 16 Maggio 2013 08:29

DANIELE GIANNINI

Vedi il Napoli e poi sai. Bisognerà aspettare dopo domenica, dopo cioè la fine del campionato perché il valzer degli allenatori cominci. Perché possa cadere la prima pedina capace di dare il via all’effetto domino. I giochi sono già avviati, ma perché i protagonisti comincino a sbilanciarsi sul futuro bisognerà attendere l’inizio della prossima settimana. Forse qualcuno lo farà a caldo a fine partita, altri però hanno già fissato l’appuntamento. Lo ha fatto Adriano Galliani, che ieri era ad Amsterdam in occasione della finale di Europa League. «Di tutto parliamo lunedì» ha detto. Tutto, ovvero di mercato e di allenatore. Cioè di Max Allegri che ha avuto una furibonda lite con Robinho durante l’allenamento di ieri.

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Stek, Rafael: valzer anche in porta PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Giovedì 16 Maggio 2013 08:31

DANIELE GIANNINI

Dall’Olanda al Brasile, da Maarten Stekelenburg a Rafael Cabral Barbosa. Sembra essere questo lo scenario che si sta delineando per la porta romanista del prossimo anno. Dove, degli attuali giocatori in rosa, potrebbe restare solo Bogdan Lobont che si sta meritando il rinnovo del contratto (dovrebbe arrivare a breve) per quanto sta facendo sia in campo sia fuori. Un ottimo secondo, Lobont, che vale quasi un titolare e che a Roma sta tanto bene da non fare problemi a restare in panchina. Resta da capire chi sarà il numero 1 (non quello stampato sulla maglia che indossa Lobont), ovvero il primo portiere della stagione 2013-2014. Le strade della Roma e di Stekelenburg sembrano sul punto di dividersi definitivamente.

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Ecco Elio e le storie belle... PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Mercoledì 15 Maggio 2013 06:10

PIETRO ANDREA COLETTI

Minuto 24 del secondo tempo di Slovacchia-Italia, semifinale del Campionato Europeo Under 17. Il numero 5 azzurro raccoglie al centro dell’area una palla vagante, stop di sinistro e piattone destro che spiazza il portiere. È il gol del 2-0. È la rete che porta l’Italia alla sua prima finale Europea Under 17. Quel numero 5 è Elio Capradossi. Segni particolari: 17 anni, difensore, romanista, italiano, nero. Il primo romanista nero ad entrare nella storia con la maglia della nazionale italiana.

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«Io afroitaliano: Roma non è razzista» PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Mercoledì 15 Maggio 2013 06:21

DANIELE GALLI

Si chiama Rami El Negmy, ha 23 anni. Ed è di colore. Anzi, è nero, dopo la precisazione del ministro per l’Integrazione, Cecile Kyenge. Padre egiziano, madre tunisina, Rami, che lavora in un’azienda che crea siti internet, ha preso la cittadinanza italiana appena ha potuto. A 18 anni, quindi. Segni particolari, uno. È romanista. «Romano e romanista, per la precisione. Vado in Distinti Sud, o in Curva, se capita». Lunedì ha inviato un sms a "Lupi nella notte", la trasmissione di Rete Sport e Super 3 condotta da Patrick Vom Bruck: «La curva della Roma - il suo messaggio - non è razzista». A Il Romanista non lascia. Raddoppia. «Non è razzista, assolutamente. Io lo so bene: ho tanti amici abbonati in Sud. Gente più grande che faceva parte del vecchio Cucs».

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