Razzistimai. Non lo siamomaistati e mai lo saremo. Il razzismo non ènelnostroDna. E non potrebbeentrarcineanche con i calcidiTotti. Roma e la Roma non conosconoproprio i confinitrarazze, culture, coloredellapelle, sesso e religioni. Abbiamoconquistatoilmondo, anche se tanto tempo fa, e abbiamovisto, conosciuto, e regnatosutantagente. Siamostatiabituati fin dallanascitadellacittàaigrandilottatorineri del Colosseo, aigrandipugili e agliatletidiogninazionalità. Farcipassare per quelliche non siamoè grave, e meritagrandirisposte e mobilitazioniforti. Oltreaicomunicati. Eravamo per l’omosessualità e per l’amoredigruppoquandoglialtriabitanti del pianetacercavanoancoradiaccendereilfuoco, figuriamoci se cisipuòaccusarediprovincialismi e piccineriemeschine come ilrazzismo.
Un calcio al razzismo e un golstorico. ElioCapradossi, difensorenerodegliAllieviNazionalidella Roma e dell’Italia Under 17, è la migliorrispostagiallorossachesipoteva dare alleombredirazzismochehannooscurato Roma e la Roma dopogliululatidi Milano. Il suogol al 24’ del secondo tempo nellasemifinalecontro la Slovacchia ha portatol’Italiaalla finale del CampionatoEuropeodicategoria. Un risultatostorico. E Capradossièilprimogiocatoredicoloredella Roma ad entrarenellastoriadellanazionaleitaliana. «Un’emozioneunica. Un sognochesiavvera - ha dettoElio a Il Romanistasubitodopo la vittoriasullaSlovacchia -. Ora vinciamo la finale e portiamo in Italia la coppa». Nato in Uganda, a soli due annisiètrasferito a Roma. Il papà lo volevarugbista ma ilsognodiElioè, edèsemprestato, quello «diesordire in Serie A con la magliagiallorossa».
Vediil Napoli e poi sai. Bisogneràaspettaredopodomenica, dopocioè la fine del campionatoperchéilvalzerdegliallenatoricominci. Perchépossacadere la prima pedinacapacedi dare il via all’effetto domino. I giochisonogiàavviati, ma perché i protagonisticomincino a sbilanciarsisulfuturobisogneràattenderel’iniziodellaprossimasettimana. Forsequalcuno lo farà a caldo a fine partita, altriperòhannogiàfissatol’appuntamento. Lo ha fattoAdrianoGalliani, cheieri era ad Amsterdam in occasionedella finale diEuropa League. «Di tuttoparliamolunedì» ha detto. Tutto, ovverodimercato e diallenatore. Cioèdi Max Allegriche ha avutounafuribondalite con Robinhodurantel’allenamentodiieri.
Dall’Olanda al Brasile, da Maarten Stekelenburg a Rafael CabralBarbosa. Sembraesserequesto lo scenario chesistadelineando per la portaromanista del prossimoanno. Dove, degliattualigiocatori in rosa, potrebberestare solo BogdanLobontchesistameritandoilrinnovo del contratto (dovrebbearrivare a breve) per quantostafacendosia in camposiafuori. Un ottimosecondo, Lobont, che vale quasi un titolare e che a Roma statantobeneda non fare problemi a restare in panchina. Restadacapire chi saràilnumero 1 (non quellostampatosullamagliacheindossaLobont), ovveroilprimoportieredellastagione 2013-2014. Le stradedella Roma e diStekelenburgsembranosulpuntodidividersidefinitivamente.
Minuto 24 del secondo tempo diSlovacchia-Italia, semifinale del CampionatoEuropeo Under 17. Il numero 5 azzurroraccoglie al centrodell’areaunapallavagante, stop disinistro e piattonedestrochespiazzailportiere. Èilgol del 2-0. È la retecheportal’Italiaallasua prima finale Europea Under 17. Quelnumero 5 èElioCapradossi. Segniparticolari: 17 anni, difensore, romanista, italiano, nero. Il primoromanistanero ad entrarenellastoria con la magliadellanazionaleitaliana.
Si chiamaRami El Negmy, ha 23 anni. Ed èdicolore. Anzi, ènero, dopo la precisazione del ministro per l’Integrazione, CecileKyenge. Padre egiziano, madretunisina, Rami, chelavora in un’aziendachecreasiti internet, ha preso la cittadinanzaitalianaappena ha potuto. A 18 anni, quindi. Segniparticolari, uno. Èromanista. «Romano e romanista, per la precisione. Vado in DistintiSud, o in Curva, se capita». Lunedì ha inviato un sms a "Lupinellanotte", la trasmissionediRete Sport e Super 3 condottada Patrick VomBruck: «La curvadella Roma - ilsuomessaggio - non èrazzista». A Il Romanista non lascia. Raddoppia. «Non èrazzista, assolutamente. Io lo so bene: ho tantiamiciabbonati in Sud. Gentepiùgrandechefacevaparte del vecchioCucs».