Razzistimai. Non lo siamomaistati e mai lo saremo. Il razzismo non ènelnostroDna. E non potrebbeentrarcineanche con i calcidiTotti. Roma e la Roma non conosconoproprio i confinitrarazze, culture, coloredellapelle, sesso e religioni. Abbiamoconquistatoilmondo, anche se tanto tempo fa, e abbiamovisto, conosciuto, e regnatosutantagente. Siamostatiabituati fin dallanascitadellacittàaigrandilottatorineri del Colosseo, aigrandipugili e agliatletidiogninazionalità. Farcipassare per quelliche non siamoè grave, e meritagrandirisposte e mobilitazioniforti. Oltreaicomunicati. Eravamo per l’omosessualità e per l’amoredigruppoquandoglialtriabitanti del pianetacercavanoancoradiaccendereilfuoco, figuriamoci se cisipuòaccusarediprovincialismi e piccineriemeschine come ilrazzismo.
De Rossi in forte dubbio per il Milan. Il centrocampistagiallorossoancheieri non sièallenato. Semprepiùprobabile, quindi, cheAndreazzoli non lo convochi per la sfidadidomani sera a San Sirocontro i rossoneri. A frenareDaniele un problemaallacaviglia con cuiconviveda tempo. Un problemadatenere sotto controlloancheperché, oltrealleultime due giornatedicampionato, c’èuna finale diCoppa Italia dagiocare.
«Vietatoperdere la finale». Il monitodeitifosidella Roma non ha bisognoditantespiegazioni. Èlì, fuoridallemuradiTrigoria. Lì dove ognigiocatore prima, durante e dopol’allenamentopuòleggerlo. Queglistessigiocatoriche in unasolanottesonopassatidall’«utopia» Champions a un inferno chiamatosettimoposto, dinuovo sotto all’Udinese, dinuovoagganciatidallaLazio. E dinuovofuoridall’Europa. «Capitano, vice, Florenzi e Romagnolisapetedicosasiparla. Col coraggiodella Roma Campione, lo dice anche la storia. Massimoimpegnosiamo i piùforti» sileggeancorasullostriscione al FulvioBernardini. Parole cherappresentano non tantorabbia e delusione per l’ennesimaoccasionepersa, ma la speranza per un’impresa (perchéora come oradiquestositratta) capacedicancellare, almenonelcuoredeitifosi, la mediocritàdiun’interastagione.
Il rischiodi fare un’impresa inutile c’è, ma vale la penacorrerlo. Ancheperchéilrischiocheunavittoriache a San Sirocontroil Milan mancadal 2011 siriveli utile per arrivare in Europaattraversoilcampionato non èancorascongiurato. Alla Roma uscita a pezzidalturnoinfrasettimanale, tanto per demeritosuoquanto per meritodellealtre, non restacherischiare, puntandotuttosulle partite dabrividochechiuderannoilsuocampionato, non soltanto in otticaclassifica, ma anche in prospettiva 26 maggio: se pure ilquintopostorestasse un obiettivomancato, un contosarebbearrivarealla finale diCoppa Italia sull’ondadi due vittoriecontro Milan e Napoli, ben altraatmosferasirespirerebbe in casodidoppiafiguraccia.
A 17 giornidalla finale diCoppa Italia, cisonomoltimotividipreoccupazionenella Roma. Motiviche, purtroppo, non dipendono solo dallaprestazione e dalrisultatodella partita controilChievo, ma cheemergonoanalizzandotuttol’ultimoperiododellastagione. Diciamol’eraAndreazzoli, dove "era" lo sipuòancheintendere come imperfetto, vistocheilprossimoallenatoredella Roma non saràlui. Con buona pace deifeticistidella media punti.
Milan-Roma e poi Roma Napoli. Due partite per finireilcampionato. Due partite e treallenatori. Non trequalsiasi, ma i trepiùgettonati per la panchinagiallorossa del prossimoanno. Anche se le quotazionidiAndreazzolisembrano in rapidadiscesa, non fosse altro per la reazionedeitifosiche, dopo la cadutadimartedì sera controilChievo, siaspettano un tecnicodigrandetemperamento per provare a scongiurare le periodichecadutediconcentrazionediunasquadrache in questastagione ha sprecatounaquantitàinfinitadioccasioni.