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Antonello Colonna

lo chef "Romanista"

www.antonellocolonna.it


Non capisco di cosa si parla

Mercoledì 22 Maggio 2013

STEFANO ROMITA

Razzisti mai. Non lo siamo mai stati e mai lo saremo. Il razzismo non è nel nostro Dna. E non potrebbe entrarci neanche con i calci di Totti. Roma e la Roma non conoscono proprio i confini tra razze, culture, colore della pelle, sesso e religioni. Abbiamo conquistato il mondo, anche se tanto tempo fa, e abbiamo visto, conosciuto, e regnato su tanta gente. Siamo stati abituati fin dalla nascita della città ai grandi lottatori neri del Colosseo, ai grandi pugili e agli atleti di ogni nazionalità. Farci passare per quelli che non siamo è grave, e merita grandi risposte e mobilitazioni forti. Oltre ai comunicati. Eravamo per l’omosessualità e per l’amore di gruppo quando gli altri abitanti del pianeta cercavano ancora di accendere il fuoco, figuriamoci se ci si può accusare di provincialismi e piccinerie meschine come il razzismo.


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Baldini: «Che delusione» PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Mercoledì 08 Maggio 2013 08:34

VALERIA META

Giocatori in silenzio, parla solo Franco Baldini. Quando si presenta alle telecamere di Sky dal fischio finale sono passati quasi tre quarti d’ora, troppo pochi per digerire una sconfitta pesantissima in termini di classifica, abbastanza per provare a mettere insieme un’analisi della serata. Un anno fa dopo la sconfitta a Lecce il direttore generale parlò dell’aspetto mentale della squadra: che le considerazioni di allora siano ancora attuali? «Direi che l’anno scorso la squadra non aveva la voglia di vincere la partita, stavolta ce l’ha avuta con risultati modesti, ma direi che non è il caso di ripetere quella frase, hanno dato tutto in campo. Andreazzoli ha proposto cambi per dare freschezza ma il Chievo si è chiuso molto bene e abbiamo fallito delle occasioni importanti».

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La festa finisce in fischi PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Mercoledì 08 Maggio 2013 08:32

MAURO MACEDONIO

«Gli anni 80, la nostra storia… Le vostre gesta trionfano ancora!». Occupa in larghezza tutta la curva, lo striscione che la Sud ha preparato per festeggiare i protagonisti dello scudetto ‘82/83, a trent’anni dalla conquista di quel titolo. E ci sarebbe davvero piaciuto che fossero in tanti a ricevere quell’omaggio. Per carità, moltianche invitati – non sarebbero probabilmente venuti, chi per impegni professionali, chi per lontananza geografica.

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«Coppa Italia, altro che Champions» PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Martedì 07 Maggio 2013 09:35

DANIELE GALLI

«La finale di Coppa Italia con la Lazio? Sarà una festa in cui Roma si ferma. Per me è come una finale di Champions League». Non è un’iperbole, non è una frescaccia, per dirla alla romana, è il sentire di Francesco Totti. Un comune sentire, comune per una volta ai romanisti e ai laziali, che però a differenza nostra, a oggi, non sanno ancora chi sarà il loro capitano il 26 maggio. Francesco si confessa a Kicker-Sportmagazin, la principale rivista di sport made in Germany. Oltre a sottolinea e l’importanza quisquipediale del derby del 26, Totti racconta come fu mamma Fiorella a scegliere Trigoria e non Formello. «Lei decise per la Roma. Se fosse stato altrimenti l’avrei uccisa...». 

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Osvaldo-Destro, doppia punta PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Martedì 07 Maggio 2013 09:20

DANIELE GALLI

«Il turnover? Qualcosa faremo». Andreazzoli lo ha ammesso, ci sta riflettendo, è quasi sicuro che più di qualche titolare stasera si accomoderà in panchina. I diffidati Lamela, Florenzi e Torosidis, per esempio. Il tecnico potrebbe approfittare della presunta facilità (presunta) dell’incontro anche per rischiare un "esperimento": Destro e Osvaldo insieme in attacco. Magari con Totti alle loro spalle. Partiamo dal numero uno. «Un numero uno assoluto», lo ha esaltato Andreazzoli. Lobont lo è sicuramente, lo è per numero di maglia e per la professionalità dimostrata in questi anni da gregario. La frattura nasale non è un ostacolo, potrebbe giocare con la mascherina protettiva.

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Barone sempre con noi PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Martedì 07 Maggio 2013 09:19

MASSIMO IZZI

Cercare di imprigionare Nils Liedholm in una dimensione priva di sfumature è profondamente sbagliato. Lo svedese ha saputo essere il filosofo impassibile che dopo i gol segnati ammoniva i suoi giocatori ricordandogli: “Voi festeggiate, ma ricordatevi che avete perso la palla”, ma anche l’uomo incrollabilmente convinto dei poteri magici di Mario Maggi, un guaritore originario di Tarquinia che lo aveva liberato in sole tre sedute dall’ulcera che lo tormentava.

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