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Antonello Colonna

lo chef "Romanista"

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La lettera di Paolo Castellani a Luca Di Bartolomei PDF Stampa E-mail
Lunedì 06 Settembre 2010 10:26

Caro Luca,
volevo dirti grazie, “pubblicamente”, per avermi dato la possibilità di essere presente all’incontro tra te e Francesco Totti, che l’immaginifico Cagnucci ha meravigliosamente raccontato.

Ci tengo a dirti che custodisco la maglia di Agostino come una delle cose più care che ho. Non è per me solo un eccezionale cimelio sportivo, non è un simbolo o una bandiera (le bandiere vanno con il vento, servono solo a essere sventolate al momento del bisogno e poi vengono riposte e dimenticate, sosteneva qualcuno...). E’ qualcosa di più, che io conservo, ma che appartiene a tutti, a tutti coloro che amano la Roma, e che con gli stessi colori di questa maglia le hanno scritto “Ti amo”, a tutti coloro che Agostino non l’hanno mai messo da parte e per i quali rimarrà sempre il Capitano. Non è vero che c’è solo un capitano, è ingiusto, io non l’ho mai cantato; ognuno sceglie il suo, senza nulla togliere a chi è venuto prima o verrà dopo. Il mio era Agostino.

Soprattutto quella maglia è qualcosa che mi fa pensare a immagini, suoni, canti... Una "luce bianca" (grazie, Massimo) in una notte di fine maggio, che sarà buia e tempestosa; uno sparo improvviso in un mattino di fine maggio, nell’ora in cui da poco si è levato il canto delle allodole; il buio di un tunnel; un uomo che sbucava da un tunnel indossando orgogliosamente i colori di noi tutti; la scomparsa di un punto di riferimento; l’addio di un padre. E tutto questo mi fa risuonare in testa un canto, che inspiegabilmente riassume tutto...
Si tratta di un brano di un musical americano del 1945, Carousel; sono le parole che un uomo, morto suicida, rivolge prima alla moglie e poi alla figlia, dall’aldilà, in due momenti di loro forte difficoltà. Questo brano è poi divenuto un canto, intonato... in uno stadio, poi un inno, le sue parole sono divenute parte dello stemma di una squadra, ne sono l’anima; sono una delle cose più belle, a mio parere, che esista nel calcio, come la Roma di Agostino e come gli amici con cui si va allo stadio. E alla storia di Ago, e di quella maglia, incredibilmente si legano.
“Quando attraverserai una tempesta / mantieni dritta la tua testa / e non temere il buio. / Al termine della tempesta c’è un cielo dorato / e il dolce, argenteo canto di un’allodola. / Vai avanti, attraverso il vento / vai avanti, attraverso la pioggia / anche se i tuoi sogni saranno scossi e percossi. / Vai avanti, vai avanti con la speranza nel tuo cuore / e non camminerai mai solo / YOU’LL NEVER WALK ALONE.”
Luca, grazie ancora

Paolo 

 

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