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Antonello Colonna

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Zeman, Guardiola, Estiarte: l’odore dei campioni PDF Stampa E-mail
Sabato 26 Maggio 2012 07:26

LUCA PELOSI
I campioni si riconoscono facilmente tra di loro. Si annusano a distanza, perché l’odore del talento ha un retrogusto universaleanche se sa di cloro, di erba appena tagliata, o del legno di una panchina. E c’è una storia di campioni da raccontare, che parte da Barcellona e arriva a Roma passando per Pescara. Parte da Josep Guardiola, colui che sarebbe l’allenatore ideale per Franco Baldini e non solo, e da una sua conferenza stampa di qualche mese fa: La domanda è su Zeman, la prima risposta è inconsapevolmente romanista: «Ha allenato una grande squadra come la Roma e altre squadre italiane». I campioni si riconoscono anche per certe finezze. «Mi sembra un allenatoreprosegue Guardiolapreparatissimo. Non lo conosco personalmente, magari in futuro avrò la fortuna di scambiare due chiacchiere e qualche opinione con lui. Ha avuto giocatori importanti come Totti o Tommasi, che ne parlano sempre benissimo. E quando i giocatori parlano in certi termini di un allenatoresignifica che questo allenatore è specialeZeman da sempre vede il calcio alla stessa maniera, è sempre andato avanti per la sua strada. Gente come lui fa bene al calcio. Ha coraggio, anche fuori dal campo e ha denunciato tempo fa ciò che accadeva nel calcio italiano. Ha ancora entusiasmo, le sue squadre sono belle da vedere, vanno sempre all’attacco senza curarsi di chi sia l’avversario, corrono come matti. E’ un tecnico di cui ho grande ammirazione e spero che il Pescara vada in Serie A».

L’odore del legno diventa più forte di quello delle sigarette. Zeman, probabilmente dopo qualche secondo di pausa, rispose così: «Mi fa piacere quando uno che sa di calcio mi fa i complimenti. Lui viene spesso a Pescara, è affezionato alla città». E anche alla squadra. «, quando il Pescara va bene – e qui riparla Guardiolasono contento perché ho tanti amici». Uno, in particolare. E’ Manuel Estiarte, amico d’infanzia di Guardiola e oggi responsabile delle relazioni esterne del Barcellona. Già da ragazzi si riconoscevano attraverso l’odore dell’erba o del cloro. Perché Manuel Estiarte è stato unanimemente considerato il Maradona (un altro passato da Barcellona) della pallanuoto e ha giocato 10 anni a Pescara. La sua residenza è ancora e spesso Guardiola è suo ospite. Gli amici di uno sono diventati amici dell’altro e l’argomento di conversazione preferito è diventato il Pescara di Zeman. Per chi ne è tifoso e per chi annusa l’odore del campione. Fumoerba, panchina, cloro. Una scia che porta dall’allenatore ideale della Roma, a quello ideale per tanti tifosi. Uno che «ha allenato una grande squadra come la Roma e altre squadre italiane». Parola di Josep Guardiola, uno che sa riconoscere cos’è grande da ciò che non (lo) è

 

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