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Tra sogno e realtà

Giovedì 31 Luglio 2014

STEFANO ROMITA

Posso dire ufficialmente che la prima battaglia dura per la vita futura del Romanista è stata vittoriosamente portata a termine. Abbiamo ottenuto un primo, importante, risultato: la nomina del commissario liquidatore. Ed è l’avvocato Andrea Maria Paolucci, ex commissario governativo incaricato di seguire l’amministrazione del nostro quotidiano, dal 2012 a tutto il 2013. Sostituito poi non si sa per quale motivo. La conoscenza esatta delle questioni che ci affliggono lo aiuterà nell’ultima fase di vita dell’ex cooperativa I Romanisti. Oggi questa cooperativa non esiste più. Sono rimasti i giornalisti. Che andranno in cassa integrazione e da questa posizione lavoreranno per la rinascita del giornale. Se avremo fortuna e se le cose andranno come è giusto che vadano, il quotidiano che rinascerà sarà Il Romanista. Dal momento che a morire è la vecchia società e non la vecchia testata storica.


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22 mesi senza soldi, e dimenticano il Commissario PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Sabato 26 Luglio 2014 08:07

STEFANO ROMITA

La Cooperativa I Romanisti è ufficialmente in liquidazione coatta dal 23 giugno, e per decreto ministeriale non esiste più. Non ha più responsabilità legali. Tuttavia il ministero dello Sviluppo Economico, che quel decreto ha firmato, si è "dimenticato" di nominare un commissario liquidatore dopo le dimissioni improvvise del nominativo che su quel decreto era stato inserito. E al 25 di luglio nulla è ancora avvenuto. L’inadempienza è grave. Ventidue mesi di stipendi arretrati non percepiti. Ma al ministero quanto avrebbero resistito? Due mesi? Tre? Perché i funzionari preposti non si mettono una mano sulla coscienza? Perché non fanno il loro lavoro?

Ultimo aggiornamento Giovedì 31 Luglio 2014 14:23
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Scuola Roma, il futuro è qui PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Venerdì 04 Luglio 2014 09:16


PIETRO ANDREA COLETTI

C’è solo una cosa più bella di un bambino che si diverte tirando calci a un pallone ed è vedere quello stesso bambino che corre e si diverte indossando la maglia della Roma. L’essenza del calcio, in fondo, è questa: un prato verde, due porte, un pallone e tanti ragazzi a correrci dietro. Una magia, un sogno che la Roma ha voluto far provare ai piccoli romani. Ieri al centro sportivo Coni “Giulio Onesti” all’Acquacetosa erano un centinaio i ragazzi che hanno vissuto la loro giornata speciale da giocatori giallorossi. Come loro ce ne sono altri mille, o forse più, che stanno affrontando le selezioni (iniziate il 30 giugno) per entrare a far parte della Scuola Calcio AS Roma che aprirà i battenti dal prossimo 29 settembre e sarà aperta a tutti i bambini nati dal 2003 al 2008, oltre ai nati nel 2009 che abbiano già compiuto 5 anni di età. «Una grande emozione, speriamo mi prendano» dice Francesco di 9 anni che da grande sogna di diventare il capitano della Roma come il suo omonimo. Un assaggio di cos’è veramente la Roma intanto ce l’ha avuto ieri quando a fine allenamento tutti i bambini si sono presi per mano a centrocampo e, imitando i loro beniamini, sono corsi verso la loro “curva Sud” (la rete dove erano assiepati i genitori) saltando e gioendo sulle note di “Grazie Roma”. «Un’esperienza unicaracconta il papà di Davide -. Io vengo da Ostia ma voglio portare mio figlio fin qui perché il marchio Roma è garanzia di serietà, organizzazione, programmazione».

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Luca Di Bartolomei: "55 secondi è un gioiello" PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Martedì 01 Luglio 2014 15:52


Più che una presentazione, è stato un dialogo tra romanisti. In una delle case più romaniste che esistono, cioè la sede dell’UTR. Dove ieri si parlava di "55 secondi", il libro di Tonino Cagnucci e Paolo Castellani dedicato alla finale di Coppa Campioni del 30 maggio 1984 tra Roma e Liverpool. Un dialogo il cui protagonista principale è stato proprio il libro e le tante cose che vuole dire ai tifosi della Roma. Una di queste, l’ha raccontata Antonio Bongi, storico capo della Curva Sud, svelando come nacque il coro "Ago-Ago-Ago-Agostino gol". È una delle tante scoperte che si fanno in questo libro, perché nella finale di Coppa Campioni che proprio il Liverpool vinse all’Olimpico contro il Borussia Moenchegladbach nel 1977, i tifosi romanisti stavano insieme ai tifosi del Liverpool, che facevano un coro simile per un loro giocatore. Poi Gabriele Pescatore, il più grande collezionista di cose romaniste, al quel è bastato paragonare la produzione musicale inglese e di Liverpool in particolare (Beatles, ovviamente) con quella italiana di quegli anni per capire come sarebbe andata a finire... «Ma non è finita. Quella partita non è finita, noi romanisti la stiamo ancora giocando e un giorno la vinceremo anche grazie a ciò che insegna questo libro» dice il nostro Luca Pelosi.

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Storia di una passione impagabile PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Lunedì 09 Giugno 2014 08:09

LA REDAZIONE

Dieci giorni dopo torniamo in edicola con la voglia e la determinazione di sempre, ma, se è possibile, in condizioni peggiori rispetto a quelle con cui ne eravamo usciti. I giornalisti del Romanista non percepiscono lo stipendio da 20 mensilità. Ci eravamo fermati per un problema tecnico che in passato avevamo risolto da soli e a nostre spese, ma che stavolta non siamo stati intenzionati a superare perché esausti a causa di una situazione che è inaccettabile di per . Torniamo, sobbarcandoci ancora i costi di tutto, perché nel frattempo, in questi giorni, abbiamo visto "volatilizzare" quello che noi e solo noi, con il nostro lavoro, avevamo maturato come diritto: i nostri soldi. Quelli del contributo per l’editoria, che sono stati girati direttamente a Equitalia.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 11 Giugno 2014 08:46
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Ecco perché mi dimetto PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Mercoledì 11 Giugno 2014 08:27

CARMINE FOTIA

Dopo quattro anni lascio la direzione de Il Romanista. Avrei voluto dare questo annuncio, maturato da mesi, in circostanze del tutto diverse da quelle attuali, che vedono l’ennesima e drammatica crisi del giornale. Se non l’ho fatto finora è stato perché non volevo che potessero essere lette come un atto di rottura o di mancanza di solidarietà nei confronti della redazione, cui va tutto il mio affetto e la mia gratitudine. Ora però la mia permanenza in un ruolo che non ho più la forza e la voglia di ricoprire rischia di generare equivoci e allora è meglio mettere un punto. Quando ho cominciato questa avventura, Il Romanista veniva da un lungo periodo di chiusura. Ho ricevuto quindi un’eredità molto pesante dalla precedente gestione, della quale abbiamo dovuto pagare i debiti fino a ieri (vedi la vicenda dei soldi dovuti a Equitalia). Insieme al vicedirettore, a una straordinaria redazione e a tutti i soci della cooperativa, abbiamo cercato di fare l’impossibile, investendo anche personalmente molti soldi, chi lavorando senza stipendio, chi mettendoci del capitale, chi, come me, facendo l’una cosa e l’altra essendo stato spinto per unanime volontà dei soci ad assumere, in un passaggio drammatico, anche la presidenza della cooperativaCiò che mi ha costretto per molti mesi a un doppio lavoro che ho potuto reggere solo grazie all’aiuto di tutti. La montagna del debito da scalare era tuttavia troppo grande e, mentre le banche ci negavano l’accesso al credito, nessun soggetto esterno ha voluto intervenire nella misura necessaria. Soltanto l’As Roma della nuova gestione americana, pur non volendo assumere direttamente la gestione del giornale, ci ha concretamente aiutati.

Ultimo aggiornamento Giovedì 12 Giugno 2014 09:26
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