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Sbattuto in seconda squadra: gesto inaccettabile per un professionista | Stavolta l’ha fatta grossa

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I “ribelli” nel calcio e le “punizioni” dei club – IlRomanista.it

I difficili rapporti tra i “ribelli” di un gruppo possono avere i più svariati risvolti: c’è chi viene messo fuori squadra, chi deve pagare, chi viene “retrocesso”.

L’esempio più lampante di quanto possa essere complesso i rapporti in un gruppo squadra con il proprio allenatore o con certi comportamenti inappropriati e irrispettosi nei confronti di un club di appartenenza, possono essere facilmente identificabili con il Manchester United.

Non che con Ferguson era tutti dei “soldati” al servizio di Sir Alex: iconico il lancio dello scarpino del manager scozzese dei Red Devils a un certo Beckham. Ma chiusa l’era dorata, al Manchester United non passa annata che qualcuno non litighi con l’allenatore di turno: uno su tutti, ten Hag.

Ha del miracoloso il fatto che non sia stato cacciato il manager olandese, nemmeno dopo il disastro di Champions League che ha portato i Diavoli Rossi a chiudere addirittura al quarto posto il proprio quadrangolare. Estromessi dalle coppe europee a dicembre.

Quanti ribelli con ten Hag, il sergente di ferro. Il primo a discuterci negli ultimi anni Cristiano Ronaldo, altro bel caratterino. Gettarono tutti la croce addosso a CR7 quando tornò a Manchester. Ma i litigi in casa United sono continuati anche dopo che il fuoriclasse portoghese ha sbattuto la porta e se n’è andato, ritrovando in Arabia Saudita e con la propria nazionale. Lingaard, Martial ed Anthony, ultimo in ordine cronologico Sancho, addirittura messo fuori squadra, con l’impossibilità di entrare nel quartier generale dello United per allenarsi.

Le conseguenze di un gesto inaccettabile

Sono in tanti che a Manchester, sponda United, si domanda se alla fine il colpevole non sia proprio ten Hag, piuttosto che il giocatore di turno messo fuori squadra. Davvero troppi gli esempi lampanti di una nobile decaduta che non riesce proprio a rialzarsi anche per questi motivi.

Già i motivi, che possono essere disciplinari, come il caso David Carmo al Porto. Non è la prima volta che dalle parti del Do Dragao si punisce in maniera differente un “ribelle”. Ma piuttosto che metterlo fuori squadra, si sceglie un’altra punizione.

David Carmo
La delusione di David Carmo dopo Porto-Barcelona 0-1 di Champions League – IlRomanista.it

Tre indizi e una prova

Anche al Porto ultimamente non si vive un clima idilliaco. Nella passata stagione il caso Bruno Costa, a cui è succedono quello relativo a Gabriel Veron. Accade di nuovo per David Carmo, ex centrale Braga, arrivato al Do Dragao nel 2022. Era un titolare, tra l’altro anche un centrale seguito per quel fisico longilineo, abile nell’impostazione ma anche attento e pulito nei contrasti. Era un titolare. Era e non lo è più.

Galeotto un gesto inappropriato. Sergio Conceicao analizza con il suo gruppo la sconfitta di Lisboa contro lo Sporting. L’allenatore parla, poi chiede il parere ai suoi giocatori. L’uscita infelice è proprio quella di David Carmo, che insinua colpe additabili proprio a Conceicao: devono essere volate parole grosse, perché Sergio Conceicao punisce subito il giocatore, che giocherà a tempo indeterminato con la seconda squadra del Porto, con tanto di posizione del club esplicita, suffragata da un comunicato ufficiale.