Il nostrocampionatoènato e finito con il Napoli. Due partite chesintetizzanounainteraannata. L’ultima del gironediandatacivedevareducidallavittoria, bella e meritata, controil Milan. Era finalmente la Roma diZeman. Belgioco e aspirazionidiclassifica. A Napoli volevamo far risultato, cisperavano. Sappiamo tutti come èandata, ilcalvario del gironediritornosi conclude ancora con il Napoli. Ma stavolta non ciaspettiamoniente, nullamodificheràilgiudiziosu un nuovoannodeludente. Ciresta la Coppa Italia. Unavittoriasarebbe la migliorespinta per ripartireancheperchévedrebbe i giallorossifinalmentetornare in Europa, ciprenderemmounabellarivincitasullaLazioche, anchestavolta, finiscedavanti a noi in campionatopur con unasquadrascarsa. Speriamoche i nostrieroicapiscanol’importanzadiquestagara: sirendanocontocheèl’ultimaoccasione per ripagareunatifoseriacalda e appassionata e chesisentetradita. Comunquevada, peròè tempo dibilanci. Per tutti. Forseabbiamococcolatotroppo i nostrieroi, cisiamoillusichefosserocapacidicompetere per le prime posizionidiclassifica. Ma la realtàè ben altra.
C’èunabattutache in questigiornicircola a Trigoria. «Se stavoltasbagliamol’allenatore, non bastano le dimissioni: cidobbiamosuicidare». Èunabattuta, appunto, ma dàilsensodell’importanza del momento. Della suadelicatezza. Mazzarri e Allegrisono in prima fila, ma la Roma non escludeunaterzaipotesi. In ognicaso, non sitratteràdi un novizio, di un tecnicoalle prime armi e quindi con pochepanchine in Serie A. Il candidatoidealeè un allenatoreesperto, chesappiamotivareunasquadrache, per qualitàtecniche, ha moltopocodainvidiare al Napoli secondo e che, disicuro, èinferiore solo allaJuvecampione. Luis Enrique e Zemansonostati due errori. Lo sonostati per ragioni diverse, ma lo sonostati. Lo ha ammesso con moltaonestà lo stessoBaldini.
VALERIA META Compiràventitréannilunedì, Rafael CabralBarbosa, ma èdisposto ad aspettareancora un po’ per farsiilregalochedesideradipiù: un bigliettodisolaandata per l’Europa, destinazione i palidella Roma. A Sabatiniilportiere del Santos piacemolto e giàdaqualche tempo stalavorando per portarlo a Trigoria, disicuro la Roma piacemoltissimo al brasiliano, in attesadigiocarsi con il Corinthians la finale del campionatopaulista. «Le vocidimercato non influisconosulmiorendimento, e vale anche per i mieicompagni, come Neymar e Felipe Anderson» ha detto Rafael all’Ansa. Sonoloro i gioiellidellasquadra, e se per Neymargiàdamesisiparladiaccordoraggiunto con ilBarcellona (salvo sgambetti del Real), sulportiereconsideratol’erededi Julio Cesar l’interessedella Roma è «forte e assolutamentecorrisposto», come ha dichiaratol’agente del giocatore, Paulo Affonso, a Calciomercato.it.
All’orizzonteuna partita che non vuol dire niente e un’altrachepotrebbevoler dire tutto. Tuttoquesto con unapanchinacheancoradevetrovareilsuopadrone per la prossimastagione. In un momentodimassimaincertezzasulfuturo la Roma ha bisognodipuntifermi. Uno sichiama Nicolas Burdisso. «Iosonocompletamentesicuro del fattochevogliorimanere qui a Roma». Daquell’estate del 2009, quandoarrivòdicorsa a Genovada Milano spondanerazzurra per giocaretitolare la prima dicampionato in magliagiallorossasenza aver fattoneanche un allenamento con i nuovicompagni, ildifensoreargentinosiècaricato la Roma sullespalle. Questionedicarattere. Burdisso non puòcheessere un leader, in campo e fuori. A Trigoria la suapresenzaconta, eccome. «Mi augurodirestare qui e vincere qui, l’hodettotantevolte, ma a volte non sceglieilcalciatore» le parole dell’argentino a SkySport24.
Era il sole l’unicoassenteallatavolatache a diecigiornidal derby diCoppa Italia ha visto la Roma riunirsisullungomarediOstia per un pranzochesapevadicarica. Nientedipreparato, i giocatorihannodecisodiandare a mangiareinsieme al terminedell’allenamento, cheieri era statoanticipato al mattino, e daTrigoriasisonospostati in blocco in un notoristorante del litoraleromano, per nientescoraggiatidacielogrigio e pioggia. Con loroancheAurelioAndreazzoli, chedelleceneritualidell’eraSpallettièstato un testimoneprivilegiato.
Un calcio al razzismo e un golstorico. ElioCapradossi, difensorenerodegliAllieviNazionalidella Roma e dell’Italia Under 17, è la migliorrispostagiallorossachesipoteva dare alleombredirazzismochehannooscurato Roma e la Roma dopogliululatidi Milano. Il suogol al 24’ del secondo tempo nellasemifinalecontro la Slovacchia ha portatol’Italiaalla finale del CampionatoEuropeodicategoria. Un risultatostorico. E Capradossièilprimogiocatoredicoloredella Roma ad entrarenellastoriadellanazionaleitaliana. «Un’emozioneunica. Un sognochesiavvera - ha dettoElio a Il Romanistasubitodopo la vittoriasullaSlovacchia -. Ora vinciamo la finale e portiamo in Italia la coppa». Nato in Uganda, a soli due annisiètrasferito a Roma. Il papà lo volevarugbista ma ilsognodiElioè, edèsemprestato, quello «diesordire in Serie A con la magliagiallorossa».