Razzistimai. Non lo siamomaistati e mai lo saremo. Il razzismo non ènelnostroDna. E non potrebbeentrarcineanche con i calcidiTotti. Roma e la Roma non conosconoproprio i confinitrarazze, culture, coloredellapelle, sesso e religioni. Abbiamoconquistatoilmondo, anche se tanto tempo fa, e abbiamovisto, conosciuto, e regnatosutantagente. Siamostatiabituati fin dallanascitadellacittàaigrandilottatorineri del Colosseo, aigrandipugili e agliatletidiogninazionalità. Farcipassare per quelliche non siamoè grave, e meritagrandirisposte e mobilitazioniforti. Oltreaicomunicati. Eravamo per l’omosessualità e per l’amoredigruppoquandoglialtriabitanti del pianetacercavanoancoradiaccendereilfuoco, figuriamoci se cisipuòaccusarediprovincialismi e piccineriemeschine come ilrazzismo.
La Roma prendenuovamente le distanzedai "buu" a Balotelli. All’indomanidellachiusuradellaCurvaSud, dispostadalgiudicedellaLegaGianpaoloTosel per la prima partita casalinga del prossimocampionato, la societàparladicomportamenti «terribili e inaccettabili». Se ilrestodellostadiosi fosse dissociato, Toselavrebbepotutoanchesoprassedere. Così non èstato, i "buu" sisonosentiti, la Roma era sotto diffidadopo i "buu" sempre a Balotelli ma durante Milan-Roma e la Sudèstatapunita. Solo la Sud. In tutto un campionato. «Quellocheèaccadutodomenicascorsa - sileggesulcomunicatodellasocietà - èterribile e inaccettabile. La AS Roma non considera i responsabilidi tali fatti come suoitifosi. Le azionidiquestogrupporistrettosonodetestabili e danneggiano la nostrasocietà e i nostrifedelitifosicherispettano le leggi. Non abbiamoancoraricevuto un rapportodettagliatodallaLega o dallaFederazione, ma continueremo a lavorare con loro e con le forzedell’ordine per garantirechevengafattotuttoilpossibile per identificare e bandire i responsabilidaglistadidicalcio».
Il murogiallorossocrescerà. Dalle 10 diquestamattinaanche i tifosi non fidelizzatipotrannoacquistareilbiglietto per il derby. Questa la decisionepresaierimattinadalleautoritànelcorsodell’ennesimariunione per la sicurezza del derby. Unadecisioneimportanteche, sia la Legache le due società, speranopossa far lievitare i numeridiunaprevenditachefino a ierièstatadecisamentefiacca. Solo 38mila i tagliandivenduti per la finale dicoppa Italia. Per quelcheriguarda la parteromanista la curvaSudsièesaurita con la prelazionedegliabbonati, ma, complici i prezielevatineiDistintiSud, cisonoancora circa 3milapostidisponibili. In Monte Mario, la tribunaassegnata per l’occasioneairomanisti, la situazioneèancorpiùcritica: fino a ierisonostativenduti solo qualchecentinaiodibiglietti.
La differenzaèciòchearricchisce la societàcivile, ciòche fa realmentecultura, èculturastessa, scambio, innovazione, scoperta, arte, crescita. Il puntodidifferenzafra la Roma e la Lazioèesattamentequesto. La differenzatra la Roma e la Lazioèesattamenteilpunto. Che poi puòessere un entegeometricofondamentale, un segnograficodamoltepliciusi, chepuòindicareilprodotto in matematica, segnalare le migliaia, la duratanellamusica, ilpassodi un brano, l’istantepreciso in cuisiverificaqualcosa, la posizionediuna nave, persino un trattodifilopassato con l’ago, o, ancora, la fine di un periodo. Ecco, sì, questa pare la piùgiustatra le definizioniparticolari, ilpuntofra Roma e Lazioèanche la fine di un periodotroppolungo: due anni sotto a loro. Qualcosadiantistorico.
Un murogiallorosso. Saràquestodomenica sera la metàromanistadell’Olimpico. Sarannocosìsoprattutto la Sud e i Distinti in un Olimpicochenelle Tribune èancorasemivuoto. Sarà un murod’amore, un murodipassione, illuogo dove riversaretutta la vogliadirenderememorabilequestastagione. E come ognimurochesirispetti, anchequellodell’Olimpicoromanistasaràcompostodaun’infinitàdimattoni. Come un quadroimpressionista, l’immaginecomplessiva data daunaseriedipiccolicolpidipennello, in questocasomigliaiadimagliesciarpe e bandieredella Roma.
James Pallottaèsbarcato in Italia. Vivràancheluiintensamenteil count down cheporteràalla finale diCoppa Italia allaqualesaràovviamentepresente. Unasettimanapienaquella del presidentegiallorosso, unasettimana in cuisimetterannoanche le basi per ilfuturo. Unasettimanainiziataperò non nellaCapitale, ma a Milano, intervenendo al workshop "Il calciochevogliamo", organizzatodallaGazzettadello Sport. Dove non ha parlato del derby, cioè del futuroprossimo, ma diquellochesarà, chepotràessere del pallonenostranotraricavidaincrementare, impiantidacostruire e problemidarisolvere.