"Addio Italia per motivi fisici
La Roma? Presto altri acquisti"
AS ROMA | 22-07-2007 - ore 15:48
La conferenza stampa di Francesco Totti a Trigoria. Il capitano giallorosso annuncia l'addio alla Nazionale come ampiamente previsto oggi dai quotidiani. Ma non solo: si parla anche di Roma e degli obiettivi che potranno essere raggiunti la prossima stagione.
NAZIONALE - E' finita l'avventura azzurra? Finita è brutta come parola, però ho preso questa decisione circa un mese fa per motivi fisici. Ho valutato per un anno intero questa possibilità, mia moglie non voleva che smettessi e ho deciso per non creare problemi al gruppo e allo staff tecnico. Mi dispiace tantissimo, ma la salute è la prima cosa. Non esistono altri problemi, ad esempio quello che Vito Scala non faceva parte dello staff. La Roma è la mia priorità, non posso giocare cinquanta o sessanta partite l'anno. Le parole di Cannavaro? Io ho un altro pensiero a differenza sua. Io se ho un problema chiamo direttamente la persona chiamata in causa, non parlo attraverso i giornali. Addio azzurro crudele? Io sono giallorosso, comunque non ho letto il titolo del Romanista. Il mio bilancio con la maglia dell'Italia parla chiaro: un Mondiale vinto, un secondo posto all'Europeo e un Europeo Under 21. Nessuno mi ha trattato male, mi sono sempre sentito benissimo, ho incontrato gente fantastica, ho instaurato rapporti fuori dal campo con altri calciatori. Questa decisione fa più male a me che agli altri. Io spero che al Nord stendano un velo pietoso, visto che dicono che non sono mai stato decisivo, almeno ora sono finiti i problemi.
LA ROMANITA' - Il problema principale che Totti è romano, fossi nato al Nord non ci sarebbe stato tutto questo o un anno di critiche continue. Dovrebbero essere trattati tutti allo stesso modo, putroppo non è così, ora si attaccheranno a De Rossi e Aquilani. Il romano è etichettato in quel modo e sarà sempre così. Sono loro i primi a dire che non sono mai stato decisivo e che mai lo farò. Io ho le spalle larghe ma mi scivola tutto addosso, ma a volte delle cose fanno male. Più di dimostrare che sono un giocatore importante, non posso. Spero si metta un punto ora, sono il capro espiatorio di questa storia. Per ora è questa la mia decisione, poi se un giorno me dovesse partire la brocca...
DONADONI - Se ci fosse stato ancora Lippi? Non lo so, con Donadoni mi ci sono sentito tre o quattro volte. C'è sempre stato un rapporto di stima e di rispetto. E' normale che con Lippi avevo instaurato un altro tipo di rapporto. Mi ha sempre spronato a recuperare quando mi ero fatto male e io ho dato il massimo anche per lui.
POSSIBILE SQUALIFICA - Quando ha smesso Zidane, Platini ha detto qualcosa? Non so se il paragone è calzante, però non mi sembra abbia rilasciato le stesse dichiarazioni allora. Anzi, è stato zitto.
LA FEDERAZIONE - Con Riva ho un rapporto particolare, mi ci sento spesso. E' stato l'unico a metterci sempre la faccia. Non solo con me, ma con tutto il gruppo dell'Italia. Donadoni non lo conosco, non posso giudicare, però ho un rapporto buono anche con lui. Telefonicamente, però. Io ho parlato con Riva, poi con Abete e tre giorni fa con Donadoni. Io non ho mai chiesto un impiego part time, quando leggevo certe cose mi veniva da ridere. E mi è dispiaciuto che alcuni giocatori rispondevano su cose non vere. Quello mi ha dato fastidio. Una partita d'addio? La partita d'addio la farò solo con la Roma, con la Nazionale mi sembra un po' eccessivo.
LA ROMA - Spero in una stagione bella e impegnativa fino in fondo. Vogliamo centrare obiettivi importanti. E' sempre bello alzare trofei e con gli acquisti possiamo creare problemi alle altre squadre. Non è finita qua, ci saranno altri colpi come mi ha detto la società. C'è un giocatore chi mi ha sorpreso particolarmente? Sono elementi importanti che possono fare la differenza, sicuramente sono contento di quello che ha fatto la società. In che zona del campo potremmo migliorarci? La domanda è più da fare al mister, l'importante sia di quantità e qualità. Un ruolo preciso non è facile trovarlo, voi 'o sapete? Un centravanti? Siamo in tre, così facciamo più gol. Comunque basta giocare seconda punta, lo potrei fare per esigenze di squadra, ma apprezzo molto questo ruolo. Non corro troppo...
I SOGNI - La mia Roma ideale sarebbe un'altra cosa, altro che Abramovic. Gli acquisti che sono stati fatti sono mirati e giusto per questo gruppo, ma io in futuro voglio avere la Roma dei sogni.
CHIVU - Io con Cristian ho un rapporto calcistico e umano. Rispetto la sua decisione, io posso solo dargli un consiglio ma l'ultima parola spetta a lui. E' un ragazzo straordinario, buono e generoso. Con lui potrebbe essere una Roma da scudetto. Se dovesse andare via sarebbe una grave perdita, giocatori così è difficile trovarne. Non lo dico per sminuire gli altri, ma lui farebbe molto bene a questa squadra. Io spero che ci ripensi e resti a Roma.
CALCIO DOPO CALCIOPOLI - Cosa è cambiato? Per tutte le cose che sono successe, è cambiato poco. Se hanno preso questa decisione, sarà stata giusto così. Noi calciatori non possiamo prendere decisioni anche perché quando le prendiamo non ci ascoltano mai.
TIFOSI - Chi è tifoso della Roma deve fare l'abbonamento, sempre e comunque. Giocare davanti a tanta gente è sempre stimolante.
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