La motivazionenelcalcioètutto. Guardavo la partita e pensavo a quanto in questo sport, come in tutti del resto, sia un fattoredeterminante. Roma - Napoli era inutile a tutti. Ma lo era maggiormente per i napoletani, appagati per aver superatoMaradonanelpunteggio e dalsecondoposto in campionato. Cavani, sempre forte, la suapersonaleclassifical’avevagiàportata a casa. E Mazzarri in panchinasidimenavasi, ma senzatantoardore. Si siederà presto altrove. Anche la Roma sièinterrogatanei i primitrentacinqueminutisulperchédiquestaserata.
Anche a lui capita diriceverne, e sumolticampi. E la cosa non gli fa certopiacere. Parliamodei“buu”, spesso ma non sempre a sfondorazzista, cheancoraunavolta – non è la prima e, ahinoi, non saràpurtropponeanchel’ultima - hannofatto la lorocomparsasu un campodicalcio. Ne parliamo con Stefano OkakaChuka, classe ’89, origininigeriane, anche se luiènato a Castiglion del Lago, vicino a Perugia, dove i suoi, papà Austin e mamma Doris, sitrasferironoquandoeranoancoramoltogiovani. L’accentodi Stefano èinfattidichiaratamenteumbro, ancheoggiche vive a La Spezia, nellacuisquadragioca in virtù del prestitodal Parma.
Cinquantamila euro dimulta e unadiffidachesiazzereràcomunque con la fine del campionato. Èquantocostanoalla Roma i "bu" a Balotelli (soprattutto), certo, ma anchequelli a Constant e a Boateng. La Roma ha presoimmediatamente le distanze, ha condannatogliululati, la posizionerestaquellaespressadaBaldinisubitodopo la partita. Ancheildiggìaveva (naturalmente) stigmatizzatol’episodio, salvo precisarechenelcasodiBalotelli «sitemeva un avversario» e di aver «sentitochiaramente la curvamilanistachegridava "romanobastardo", cheèaltrettantodiscriminante». Vero. Peccatochenelrefertoconsegnato al giudicesportivodellaLegadi A, GianpaoloTosel, del coro "romanobastardo" non cisiatraccia.
San Siro, l’espulsione e un campionatoterminato con unagiornatad’anticipo. Tuttoallespalle. Francesco Totti non siferma, guarda al futuro. Quellodietrol’angolo con la finale diCoppa Italia, ma anchepiù in là, al prossimoanno, ad unastagionenellaqualesorprendereancora. Ieri per ilcapitanoèarrivataunapiccolabuonanotizia, la decisione del giudicesportivochegli ha dato un solo turnodi stop, traduzione: salterà solo l’ormaiininfluente partita didomenica sera con il Napoli, ma potràessercinelprimoatto del prossimocampionato.
È legato a Milano, ilnodoallenatoredella Roma 2014, e non solo perchéildirettoresportivoSabatinièrientrato con un giornodiritardorispettoallasquadra per lavoraresulfrontepanchina. Non suMazzarri, però, che pure restailprincipaleindiziato a succedere ad Andreazzoliallaguidadeigiallorossi. Le parole di De Laurentiisdopo la partita con il Siena («ringrazioMazzarri, lui e ilsuo staff hannofattotanto in questiquattroanni») suonavano come un commiato, ancheperchégiàdamesiiltecnicoavevadatol’impressionedivolerchiudere con la qualificazione in Champions per poi andare a misurarsi in unarealtàdiversa per trovarvinuovistimoli.
Senzagol e senzaEuropa. Finisce con un pareggiodinegazionil’ultimatrasfertastagionaledella Roma, chedopo aver strapazzatoil Milan all’andata, non vaoltre lo 0-0 a San Sirononostante la superioritànumerica per cinquantaminuti. Serviva un miracolo per rientrarenellacorsaquintoposto e adesso non serve piùneanchequello: per prendereparteallaprossimaedizionedell’Europa League la Roma dovràvincere la Coppa Italia. Non vameglio al Milan, cherimandal’aritmetica Champions restando con due puntidivantaggiosullaFiorentina.